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D.M. 29/05/2002
2.2. Modalità di assegnazione. Gli alloggi che vengono destinati alla locazione permanente ad utenti ultrasessantacinquenni in possesso dei limiti di reddito previsti per l'edilizia agevolata possono essere ceduti a terzi a condizione che tali vincoli vengano assunti dall'acquirente e riportati nell'atto di compravendita e nelle relative note di trascrizione. La cessione deve riguardare, in ogni caso, tutti gli alloggi oggetto di finanziamento ed essere effettuata ad un unico soggetto. L'amministrazione comunale provvede ad assegnare gli alloggi ai canoni previsti per l'edilizia economica e popolare ad utenti ultrasessantacinquenni, utilizzando graduatorie di cui è già provvista o predisponendo apposito bando. In ogni caso gli alloggi non possono essere concessi in locazione a categorie di utenti diverse da quelle previste dall'art. 2 del Decreto di approvazione del bando, anche nelle assegnazioni successive: a tal fine l'amministrazione comunale provvede ad approvare apposito regolamento. Ai fini della determinazione del canone di locazione da corrispondere con riferimento alle modalità stabilite all'art. 2, comma 3, della Legge 9 dicembre 1998, n. 431 (canone concordato) la superficie degli spazi e dei servizi di sostegno connessi alla residenza (soggiorno comune, locale infermeria, locale pluriuso, locale di servizio, ecc.), da ri-
3. Caratteri dell'intervento sperimentale proposto.
3.1. Integrazione nell'ambito di contesti residenziali esistenti. Preliminarmente al progetto d'intervento deve essere effettuata un'indagine delle condizioni del contesto urbano e delle connesse problematiche sociali, indagine che porrà anche le premesse per il monitoraggio dei risultati conseguiti nel tempo con gli interventi effettuati. Affinchè gli anziani possano avere assicurate condizioni tali da favorire il senso di sicurezza personale e di appartenenza all'ambito insediativo considerato, è necessario che questo abbia una configurazione consolidata nella storia del tessuto urbano, una identità riconosciuta nelle tradizioni locali, un sufficiente grado di integrazione tra residenze e servizi, in particolare per quanto attiene l'assistenza. Ciò non significa che l'intervento debba necessariamente inserirsi nelle aree urbane più consolidate, potendo trovare collocazione anche in un quartiere periferico purchè questo abbia raggiunto una forma ed un'organizzazione strutturata, abbia relazioni non difficoltose con il centro urbano e comunque sia dotato di un'immagine positiva nella considerazione degli abitanti del quartiere.
3.2. Integrazione con alloggi per utenze differenziate. Particolare attenzione va prestata all'integrazione degli alloggi destinati alle persone anziane con alloggi destinati anche ad altre utenze per evitare l'insorgere di condizioni di separatezza. Detta integrazione può avvenire: all'interno dell'organismo abitativo o comunque di un contesto unitario che può utilmente ospitare alloggi in uso a più segmenti sociali; tramite l'attivazione di spazi attrezzati e di servizi posti all'interno dell'organismo abitativo ma in grado di interessare altre categorie di utenza. Può essere perseguita anche una combinazione tra diversi tipi di regime locativo e proprietario, prevedendo nello stesso contesto alloggi da locare a canone di edilizia residenziale pubblica, alloggi da locare a canone non superiore all'ottanta per cento del canone concordato (art. 2, comma 3, della Legge 9 dicembre 1998, n. 431), alloggi a canone libero o in proprietà privata.
3.3. Contiguità ai servizi di quartiere. L'area prescelta deve essere
a) integrata con aree destinate a residenze e servizi, evitando comunque la concentrazione delle residenze per anziani
b) in prossimità di servizi e attrezzature commerciali in grado di soddisfare esigenze quotidiane, quali: generi alimentari/supermercato, mercato di quartiere, bar, edicola giornali, farmacia
c) collegata con altre tipologie di servizi, quali spazi commerciali non alimentari, centri socio-assistenziali ivi compresi i centri diurni per anziani, aree verdi o parchi, servizi ricreativi (centri sportivi, cinema, ecc.), amministrativi (ufficio postale, banca, uffici municipali o circoscrizionali), ricettivi (ristorante, tavola calda, ecc.), luoghi di culto
d) attrezzata (o predisposta ad accogliere interventi di adeguamento) con idonei elementi infrastrutturali e di arredo urbano; in particolare devono essere garantite, ove possibile: l'accessibilità tramite percorsi pedonali; la segnaletica nei punti critici di interferenza con la rete carrabile (semafori, strisce pedonali, ecc.); il collegamento con la rete di trasporto pubblico; la dotazione di elementi di arredo urbano (cabine telefoniche, aree di attesa dei mezzi pubblici protette con pensiline coperte e dotate di sistemi di seduta, punti di illuminazione pubblica adeguata, segnaletica e cartelli informativi leggibili, ecc.)
e) protetta in modo adeguato da eventuali fonti di inquinamento ambientale (acustico, atmosferico, elettromagnetico, ecc.).
3.4. Collegamenti con i servizi di assistenza. Le proposte devono fare riferimento ad un ambito urbano di dimensione congrua sia in relazione all'accessibilità ai servizi primari da parte degli anziani, sia in relazione al potenziale bacino di utenza dei nuovi servizi che saranno realizzati contestualmente alle stesse residenze. Per ambito si intende non solo l'intorno fisico-ambientale, ma anche il contesto sociale ed il complesso di reti relazionali e di servizio con cui l'intervento si propone di interagire. Ferma restando la percentuale minima di servizi ad uso comune da soddisfare, di cui al successivo punto 5.2.1, sono da valutare positivamente quelle iniziative che usufruiscono di risorse e dotazioni aggiuntive, messe a disposizione da parte di soggetti pubblici o privati, per iniziative coordinate con l'intervento.
4. Caratteri del progetto.
4.1. Qualità architettonica. Tra gli obiettivi generali rientrano, da una parte, quello di evitare elevate concentrazioni residenziali di utenti omogenei sotto il profilo sociale o economico o culturale o psicofisico o semplicemente anagrafico; dall'altra, quello di consolidare relazioni di solidarietà sociale e intergenerazionale. 4.2. Sostenibilità ambientale. Il benessere dell'abitare, il risparmio energetico ed il contenimento nell'uso delle risorse naturali sono obiettivi fondamentali da porre a base della progettazione. Pertanto, sia che si tratti di nuova edificazione che di recupero, il progettista deve porre attenzione all'impiego di materiali e prodotti di cui siano note le caratteristiche positive in merito a: basso dispendio energetico in fase di produzione; non nocività per gli operatori dei processi produttivi e applicativi; assenza di emissione di sostanze tossiche durante il ciclo di vita; impiego di materie prime rinnovabili o il più possibile di derivazione "naturale"; ridotta e semplice manutenibilità; rimpiegabilità o riciclabilità del prodotto una volta terminato il ciclo di vita. Va anche adeguatamente valutato il comportamento termico dell'edificio e delle sue parti, organizzato e controllato in fase di progettazione attraverso una attenta interrelazione con il contesto climatico e ambientale per quello che riguarda, ad esempio, l'orientamento dell'edificio, il controllo del flusso termico, l'uso di materiali isolanti ad accumulo termico, la conservazione del calore, l'irraggiamento solare, ecc. Di estremo interesse sono da considerare, altresì, gli obiettivi di risparmio della risorsa naturale acqua, del raggiungimento di adeguati livelli di benessere termoigrometrico, specie con riguardo alla qualità dell'aria e al raffrescamento estivo degli alloggi e di protezione contro il rumore.
4.3. Rapporti con il contesto. Eguale attenzione deve essere riservata all'inserimento del progetto nel contesto, alla riconoscibilità dei caratteri morfologici e delle funzioni e alla promozione di forme di comunicazione e partecipazione con gli abitanti e con le associazioni interessate alla realizzazione dell'intervento. Per quanto riguarda il concetto di inserimento del progetto nel contesto, le residenze per anziani vanno trattate non come oggetti "sopraggiunti", ma come componenti che realizzino contiguità e continuità con l'esistente; occorre, in particolare, evitare la caratterizzazione dell'intervento come "casa dei vecchi". A tal fine va utilizzato ogni accorgimento per integrare gli alloggi all'interno di residenze destinate alla generalità degli utenti. Per quanto riguarda il requisito di riconoscibilità dei caratteri morfologici, non è da sottovalutare il fatto che gli anziani hanno ridotte capacità di adattamento a nuovi ambienti di vita e occorre quindi evitare l'insorgere di problemi di disadattamento psicologico nei confronti dell'organismo abitativo e dell'alloggio. Il requisito è rispettato se le scelte tipologiche e morfologiche del progetto tengono conto delle tradizioni abitative, o meglio della loro "memoria", in modo che gli utenti possano percepirle come "non estranee alla loro cultura". Inoltre, circa la riconoscibilità delle funzioni, si deve ottenere la massima facilità di fruizione dell'organismo abitativo e dell'alloggio utilizzando gli aspetti comunicativi dell'architettura. Infine, la promozione di forme di comunicazione e partecipazione può diventare uno strumento prezioso per una più attenta valutazione di tutti i fattori che intervengono nella fase progettuale e realizzativa, nella definizione delle scelte e delle priorità di intervento e nel favorire la formazione di comunità responsabilizzate nella gestione degli spazi e servizi ad uso comune.
5. Caratteri del programma di sperimentazione.
5.1. Livelli prestazionali degli alloggi. Nella configurazione degli alloggi e dei singoli ambienti le soluzioni devono ispirarsi alle esigenze di sicurezza, autonomia e facilità d'uso, anche da parte di persone con difficoltà motorie, sensoriali e di orientamento. Caratteristiche dimensionali, spaziali e di arredo La superficie utile di ogni alloggio deve essere compresa tra 50 e 65 mq ed ogni alloggio deve essere in grado di accogliere due persone (coppia di anziani, due anziani singoli o anziano solo con accompagnatore). In caso di particolare profilo psico-fisico degli anziani è possibile superare la superficie massima sopraindicata, sempre entro il limite di Legge (95 mq) e comunque in un numero di alloggi non superiore al dieci per cento di quelli complessivamente destinati agli anziani. È auspicabile che l'alloggio sia dotato di ventilazione trasversale diretta: qualora la soluzione aggregativa prescelta non lo consenta è necessario che tale ventilazione sia comunque garantita da idonee soluzioni distributive e/o tecnologiche. Per gli spazi di soggiorno sono da privilegiare affacci su luoghi esterni animati per evitare sensazioni di isolamento. La cucina deve avere l'areazione e l'illuminazione naturale dirette ed essere, inoltre, autonoma e separabile dalla zona soggiorno; va data preferenza alla areazione e illuminazione naturale dei locali igienici. Fermo restando che occorre garantire adeguati spazi d'uso e di manovra tra gli arredi e le componenti edilizie (quali ad esempio porte, finestre, ecc.), in ogni alloggio devono essere soddisfatti i requisiti prestazionali di seguito descritti. L'ambito notte, fisicamente separato o comunque isolabile dalla zona soggiorno, deve avere dimensioni tali da accogliere un letto matrimoniale o due letti singoli e gli arredi tipici della camera da letto (tenendo presente che gli arredi posseduti dagli anziani hanno in genere dimensioni voluminose). Nella distribuzione degli spazi vanno considerate le operazioni di assistenza che richiedono l'impiego di ausili particolari (ad esempio i sollevatori). Sono da preferire quelle soluzioni che, in caso di necessità, consentano la ridistribuzione degli spazi dell'alloggio in modo da individuare due autonome zone letto. L'ambito giorno deve avere dimensioni tali da accogliere un tavolo da pranzo per almeno quattro persone e relative sedie, minimo due sedute (poltrone/divano) e un mobile contenitore. Ciascun alloggio deve essere dotato di almeno uno spazio privato esterno (loggia, terrazzo, giardino) e di un ripostiglio.
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